Decalogo per far impazzire un grafico 3. E questa volta parliamo di carattere…

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No… non mi sono reinventata psicologa, il carattere a cui mi riferisco è detto anche font, cioè quell’insieme di simboli tipografici caratterizzati e accomunati da un unico stile grafico. Esso contiene le lettere, i numeri, la punteggiatura e altro ancora, ben definiti da uno stesso  “design” che li identifica, cioè da un insieme di regole progettuali (per esempio stile del carattere, altezza massima e minima delle  lettere, proporzioni ecc…).

Ma perché vi tedio con questa definizione?
Nel nostro decalogo su come fare impazzire un grafico il punto 3 recita:

“Quando il grafico vi propone un font qualsiasi, chiedete l’Helvetica come principale. Se il grafico sceglie l’Helvetica, proponete di usare l’Arial. Se sceglie l’Arial, chiedete il comic Sans. Se sceglie il Comic Sans, è già a metà strada verso la pazzia, quindi il vostro lavoro è già ben avviato.”

Helvetica, Arial, Comic Sans… la scelta è veramente ampia e se vi metterete a sfogliare i font presenti nel vostro computer vi renderete conto che è un universo tanto affascinante quanto vasto.

Volendo definire meglio i font si tendono ad identificare alcune macro famiglie:

  • Gotici: sono tra i primi caratteri tipografici, nascono con l’invenzione della pressa da stampa di Gutenberg, e sono del tutto simili alla calligrafia che si utilizzava in quell’epoca.
  • Con le grazie o romani o serif, di cui fanno parte, il Garamond, il Times New Roman, il Bodoni. Le grazie sono identificabili nei fregi posti all’estremità delle cuspidi delle lettere.
  • Senza grazie  o sans serif, di cui fanno parte l’Arial, il Futura, l’Helvetica, il Verdana e altri ancora.
  • Informali: sono quelli che simulano la grafia umana e risultano poco utilizzabili se dobbiamo fare una pagina con grandi quantità di testo perché poco leggibili, specialmente a video. Due esempi sono il gigi o il monotype corsiva.
  • Originali: sono forme di font del tutto particolari che spesso contengono anche simboli grafici o immagini, magari studiate ad hoc per necessità specifiche (ad esempio quelli che simulano caratteri da “vecchio West” o che si rifanno a strumenti musicali) spesso vengono impiegati per realizzare loghi.
  • Pittogrammi: sono costituiti da segni decorativi, orologi, simboli, numeri racchiusi in cerchi ed altro, esempi ne sono il Webdings o il Wingdings.

Non entreremo nel dettaglio delle varie famiglie che a loro volta comprendono ulteriori sotto distinzioni, ci basterà sapere che in ogni progetto grafico che affrontiamo, sia esso sul web o di grafica cartacea tradizionale, la scelta del carattere ha un peso fondamentale.

Il font ha il potere di restituirci subito il taglio dell’impostazione grafica: se scegliamo un font senza grazie e razionale, la sensazione sarà rigorosa e moderna, mentre per progetti più classici e legati alla tradizione la scelta potrebbe ricadere su font come Bodoni o Garamond.

In ogni caso, ogni font ha caratteristiche ben precise di spaziatura e proporzioni e cambiandolo cambieranno in maniera decisa l’impaginazione della pagina, gli spazi, la grafica complessiva del progetto stesso. Questo è il motivo per cui la scelta avviene nelle fasi iniziali di realizzazione. Alcuni font hanno poi delle caratteristiche identificative così forti che diventano essi stessi l’elemento grafico principale.

Se poi si parla di  web dobbiamo fare un paio di considerazioni.

La prima riguarda un aspetto puramente tecnico. Nel realizzare le pagine del sito internet dovremo andare a scegliere tra i font che vengono definiti  “web safe” cioè installati su tutti i più comuni computer e sistemi operativi. Per garantire perciò una certa uniformità di visualizzazione si scelgono solo quelli più diffusi, quali Verdana, Arial, Georgia… Nel tempo l’elenco dei font permessi, che prima era piuttosto ristretto, si sta allargando, consentendo ai web designer una più ampia possibilità di personalizzazione.

La seconda considerazione riguarda la leggibilità e la chiarezza a video. Le pagine web devono essere facilmente e velocemente comprensibili, perciò si preferiscono font senza grazie e che mantengano una buona leggibilità anche in piccole dimensioni. Il Verdana è il font che è stato progettato esplicitamente per la lettura a schermo ed è quello più diffuso.

Concludendo, prima di chiedere al grafico di cambiare il font di un intero progetto fatevi spiegare le ragioni della scelta e se proprio non vi piace valutate assieme a lui qualche altra soluzione. In questo caso (ma solo in questo caso ;-)!!!) fidatevi della sua esperienza, perché come abbiamo visto il mondo dei font è talmente ampio e complesso che potremmo anche non venirne più a capo e perderci a valutare mille scelte possibili.

Author: Zenzero Comunicazione

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